il blog di malaerba

ovvero una raccolta dei miei deliri

La storia dell’acqua in bottiglia

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Bel video che spiega bene quel che c’è dietro l’acqua in bottiglia, si accompagna bene con questi altri che postai a suo tempo su “la storia delle cose”.

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30 novembre 2011 alle 8:28 am

Gruppi di schede su firefox

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Ieri quasi per caso ho notato una funzione di firefox che mi era sfuggita finora: i gruppi di schede. In poche parole si possono raggruppare le schede, controllare e modificare i gruppi creati. Se come me fate un uso massiccio delle schede vi straconsiglio di provare ad usarli. Qui tutte le istruzioni che servono.

Scritto da malaerba

7 settembre 2011 alle 10:08 am

Pubblicato in nerdità, software libero

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Pulsante RSS in firefox

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Solo oggi ho scoperto che dalla versione 4 di firefox (siamo arrivati alla 6) è stato eliminato il pulsante che permetteva di aggiungere i feed rss del sito che si stava visitando al proprio feed reader. Inizialmente pensavo si trattasse di un problema mio, invece è stata fatta questa scelta dagli sviluppatori. Se volete ripristinarlo nella barra degli indirizzi potete installare questa estensione. Se volete inserirlo tra i vari pulsanti aggiorna, avanti, indietro non dovete far altro che cliccare col tasto destro sul menù, scegliere personalizza, e aggiungere il pulsante nella posizione che preferite

Scritto da malaerba

3 settembre 2011 alle 10:51 am

Pubblicato in nerdità, software libero

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NO TAV

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Io sto coi valsusini. I primi li ho conosciuti nel 2003, a un’assemblea preparativa per il forum sociale del Mediterraneo erano già organizzati e determinati. Se li avessero ascoltati da allora oggi non saremo a questo punto.

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27 giugno 2011 alle 9:18 am

Pubblicato in ambiente, politica

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Sta per succedere ancora…

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… sta per tornare nelle strade di Roma la Ciemmona. Qui su facebook e qui l’evento.

null

Un nerd in Marocco

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L’ultima ora del venerdì la passo con la classe più stimolante delle tre che mi sono state assegnate, l’ora è di “biblioteca”, la utilizziamo quindi per trattare argomenti non strettamente inerenti al programma, ma che incuriosiscono i ragazzi. Tra le tante cose ho parlato anche di software libero. I ragazzi all’inizio non sono stati particolarmente entusiasti della cosa, ma poi gli ho proposto di installare ubuntu sui loro (pochi) computer portatili.

Una nota sull’hardware qui in Marocco: nei negozi si trova hardware a prezzo più caro che da noi e spesso e volentieri di una o più generazioni precedenti a quello che è in vendita in Italia. La cosa in particolare è evidente sui router, la stragrande maggioranza usa la crittografia wep: qui vengono venduti i fondi di magazzino, quel che ormai non si riesce più a vendere in occidente viene rivenduto qui a prezzo maggiorato, un altro modo in cui sfruttiamo questi paesi. Tutto ciò che da noi si sostituisce senza troppi problemi qui, complice il bassissimo costo del lavoro, viene riparato. Il mercato di Derb Ghalef, in particolare i suk dedicati all’elettronica, è il paradiso di ogni nerd che ha un minimo di passione per il trashware: un tripudio di saldatori e schede di qualunque tipo, si ripara qualunque cosa, anche quel vostro cellulare di ultima generazione che in Italia vi hanno che deve essere solo buttato. A volte mi è sembrato di essere dentro Nirvana di Salvatores.

Il venerdì successivo molti di loro si sono presentati in classe coi loro portatili, una ragazza ha portato anche un router wifi simile alla vodafone station che c’è in Italia, ossia si connette alla rete tramite una pennetta 3G e poi ridistribuisce il segnale via wifi. L’installazione è andata abbastanza liscia per tutti soltanto qualcuno ha dovuto provvedere prima a partizionare a mano il disco rigido e poi installare, ma credo che sia stato dovuto più alla mia scarsa conoscenza del francese che a problemi di sorta. Le prime impressioni sono state a dir poco entusiaste: a tutti piaceva l’impostazione grafica di ubuntu, sono rimasti impressionati dai tempi di accensione e spegnimento fulminei, la facilità con cui s’installano e rimuovono i software (“una specie di app store di Apple, solo che è stata apple a copiare l’impostazione”) ed è partito l’effetto wow quando gli ho fatto abilitare gli effetti desktop. Non c’è che dire: ubuntu è decisamente accogliente coi nuovi arrivati, molto più di quel che mi sono reso conto in questi anni di uso. Tanto per dirne una io ho disinstallato il software center senza remore perché ho sempre preferito usare apt da linea di comando o al limite synaptic, ma per i nuovi utenti è uno strumento decisamente comodo. Stessa cosa si può dire per l’istallazione automatica dei pacchetti necessari per leggere i formati proprietari, per i numerosi wizard che permettono di iniziare a usare ogni programma senza troppe difficoltà e così via. In ogni caso, finita la lezione lascio ai ragazzi il mio indirizzo di posta e gli dico di scrivermi se gli presentano dei problemi. La casella di posta resta vuota per tutte le vacanze…

Al ritorno faccio qualche domanda su come va la situazione con ubuntu: se prima erano entusiasti ora sono dei fanatici: chi l’ha installato sul computer di tre amici, chi dice che non userà più windows, chi si è messo a cercare come far girare i giochi di windows su linux, qualche ragazza (sì ragazza) l’ha installato da sola sul pc di casa. Durante una lezione ha bussato alla porta il professore di arabo e uno dei ragazzi: «Sembrava il suono di ubuntu!» E ci tengo a dire che nessuno di questi rientra nella categoria smanettoni.

Le lezione di oggi l’ho divisa in due parti: le prime ore le ho dedicate alla visione di revolution OS, per fargli capire cosa c’è dietro quel cd masterizzato. Anche in questo caso le reazioni mi sono sembrate buone: una ragazza ha esclamato: “Microsoft est une merde!” (traduzione: Microsoft non si comporta proprio benissimo) ma la cosa fondamentale è che hanno capito che la cosa più importante dietro il software libero è la comunità. Sono rimasti anche abbastanza colpiti dalla figura di Richard Stallman. L’ultima parte della lezione gli ho spiegato qualcosina in più sul sistema di repository e su come installare programmi. Gli ho detto di aspettare un po’ prima di aggiornare a Natty per evitare di avere problemi di gioventù che ho riscontrato un po’ in tutte le versioni di ubuntu. Per ora è tutto, accetto consigli sull’argomento della prossima lezione che potrebbe essere anche e semplicemente la nuova interfaccia unity che io stesso devo ancora provare.

Scritto da malaerba

29 aprile 2011 alle 7:53 pm

Posta certificata con certificato scaduto

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Da un paio di settimane ho un indirizzo di posta certificata, sono stato costretto a farlo perché iscritto alle graduatorie per le supplenze. Da ieri mi si presenta questo annuncio

Faccio notare che Thunderbird ci avverte che le “Banche, negozi e siti pubblici affidabili non ti chiederanno di fare questa operazione.”

No comment.

Scritto da malaerba

10 aprile 2011 alle 9:28 pm

Dialogo su un sacco di sistemi con la mia vicina di casa

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Qualche sera fa ho fatto amicizia con Suzanne, la mia vicina di casa, tedesca, è in Marocco da un paio d’anni e lavora con un’associazione per i diritti della donna. Mi ha proposto di scambiarci le chiavi dell’appartamento perché ha sempre paura di dimenticarle in casa. Proposta accettata. Qualche sera dopo sono passato a trovarla prima di cena per far due chiacchiere con una bottiglia di Lagavulin (Master distiller edition, bottiglia numerata da 1l, ottimo per carità ma al duty free costa 77,50€ delli mortacci loro!). La serata è passata piacevolmente, ci siamo fatti fuori mezza bottiglia di whisky e abbiamo parlato di un sacco di cose: del Marocco, dei marocchini, del suo e del mio lavoro, di critical mass, ciemmona, ciclofficine e… di Italia e Berlusconi. Siamo entrati nel discorso perché non riusciva a concepire che in Italia ci potessero essere persone che vivono sotto scorta per il solo fatto di fare il loro lavoro. Il salto dalla mafia a Berlusconi è stato breve: era sconvolta dal fatto che la gente potesse votarlo, che tiene sotto scacco il paese da ormai diciassette (17) anni, mi continuava a chiedere di come sia possibile una cosa del genere. Oltre a dirgli che controlla il sistema radiotelevisivo motivazioni non ne ho trovate, in compenso non mi sono mai vergognato tanto.

Scritto da malaerba

12 marzo 2011 alle 2:56 pm

Pubblicato in amici, personale, politica

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Situazione in Marocco: ultime notizie

con 3 commenti

Novità qui in Marocco riguardo alla primavera araba, il re ieri sera ha fatto un discorso in cui ha annunciato che a breve partirà una profonda riscrittura della costituzione che dovrebbe, almeno da quel che è stato dichiarato, portare il Marocco da una (di fatto) monarchia assoluta a una monarchia costituzionale. Come chiesto dai manifestanti. Sempre per venire incontro (o dare un contentino) ai manifestanti dopo anni è stato annunciato un piano di assunzioni per laureati e addottorati. Ah, due sabati fa mi sono imbattuto in una manifestazione qui a Casablanca. I manifestanti, pochini in verità e tra cui un bel po’ di donne velate, gridavano slogan in arabo, brandivano ritratti del re ed erano circondati da uomini delle forze dell’ordine e forse anche dell’esercito (non so distinguere le uniformi). L’impressione non era bellissima e non per colpa dei manifestanti.

Scritto da malaerba

10 marzo 2011 alle 11:05 pm

Pedale l’africano

con 11 commenti

Pedale l’africano
Rropp ave’ fatt’ rriebiti e cambiali, rriuscette a m’accatta ‘na bicicletta….¹

La settimana scorsa sono andato in un paio di mercati in cerca di una bicicletta. Ne avevo adocchiata una, manco a farla apposta la prima che mi si è parata davanti. Alla fine si sarebbe rivelata la scelta migliore. Girando girando mi sono reso conto che c’è un giro di bici: non è raro vedere bici in carbonio, qui vicino ho trovato pure una bici da passeggio marcata Collalti con tanto d’indirizzo “via del pellegrino, Roma”. Qualche parola sui suk di Derb Korea: è uno dei mercati principali di Casablanca, in particolare c’è un bel settore specializzato in biciclette e motorini. Lì intorno, per affinità, si trovano anche negozi specializzati in utensili e materiale di vario tipo, dai martelli pneumatici ai frollini, al negozio che vendeva solo interruttori. La cosa differente rispetto a noi è che qui si riutilizza tutto, in un altro mercato, Derb Ghalef, si trovano negozietti di elettronica che riparano qualunque tipo di cellulare o dispositivo elettronico; mentre noi tendiamo a buttare loro, complice il costo del lavoro bassissimo, tendono a riutilizzare.
Torno dal tipo e parte la contrattazione, un poco di francese lui, un poco di francese io, tira e tira alla fine ho preso la bici, della mia misura con pipa itm, gruppo completo praticamente nuovo: cambio 7 rapporti sincronizzato, leve al tubo obliquo, deragliatore, una di quelle strane guarniture 52-42 ovali anni 90(?), comandi freni, freni, mozzo posteriore il tutto shimano rx100. Poi: ruota posteriore con cerchio mavic e copertoncino Vittoria 22, ruota anteriore mozzo Atom twister (mai sentito) e cerchio rigida. Telaio record evolution. I pedali sono stati la cosa che mi ha colpito subito, sempre shimano di una particolare forma triangolare (che cercavo)e gabbiette. Un po’ d’ossido, ma basterebbe una spazzolata. Totale? 850 dhr, meno di 80€. Per il resto che dire, le ruote ruotano, il cambio cambia, i freni frenano, i pedali pedalano, il manubrio manubria, la serie sterzo seriesterza: è un zucchero². Qualche foto:

[¹] Quasi cit.
[²] Cit.

Scritto da malaerba

26 febbraio 2011 alle 1:00 am

Aggiornamento manifestazioni in Marocco

con 9 commenti

Cerco di aggiornare la situazione dopo quel che è successo l’altro ieri.
Gli scontri a Marrakech sembrano essere più gravi di quel che sembravano, si parla anche di ottocento fermati. Le proteste sono continuate anche nella notte. L’episodio più grave c’è stato ad Al Hoceima, nel nord del paese: cinque persone sono rimaste carbonizzate nell’incendio di una banca. Per di più proprio qui a Casablanca sabato è stato fermato anche un giornalista italiano ed è stato rilasciato solo la mattina di domenica, il ché denuncia un certo nervosismo da parte delle autorità. Sempre a Casablanca pare che in via prudenziale, dopo assalti a negozi occidentali a Marrakech, hanno chiuso alcuni negozi nella zona del Twin Center, due grattacieli con vocazione commerciale. Ieri a Rabat è stato disperso durezza un sit-in.

Questa sera il re ha pronunciato un discorso presso il consiglio economico e sociale. Lo trovate qui in inglese.
Il re ha fatto un discorso di chiusura alle richieste dei manifestanti dicendo che non cederà alla demagogia e che bisogna costruire la democrazia su una solida base.

Su twitter ho letto che Amnesty international ha lodato le istituzioni marocchine, ma non ho trovato conferma. (Visto com’è andata la giornata di domenica di potrebbe anche stare).

Per il resto man mano che m’informo trovo diverse voci critiche che si alzano contro il regime, al momento però mi sembra di capire (il mio francese è a livello subdecente, l’arabo non lo parlo) che la maggior parte dei manifestanti chieda una transizione verso una monarchia costituzionale piuttosto che una vera e propria rivoluzione. L’amasciata italiana ha divulgato un comunicato tranquillizzante.

Le mie principali fonti di informazione:

incapervinca
vox maroc
aljazeera english
talk maroc
twitter search di volta in volta con gli hashtag feb20, morocco,o la città che m’interessa.

Spero di aggiungere altri feed al più presto al mio reader, ma ho bisogno di accedere al web per procurarmeli. Ci vorrebbero i ragazzi di Ninux.

Scritto da malaerba

22 febbraio 2011 alle 8:05 pm

Pubblicato in politica, società

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Manifestazioni in Marocco

con 9 commenti

Qualcuno mi chiede cosa stia succedendo in Marocco, cerco di fare il punto della situazione con le notizie in mio possesso.

Piccola premessa: il Marocco è una monarchia costituzionale anche se il re ha dei poteri che gli permettono di fare il buono e il cattivo tempo. Il re attuale, Mohammed VI, discende da una dinastia che tiene il Marocco da circa trecentocinquant’anni ed è molto amato nel paese. Salito al trono dieci anni fa ha fatto una serie di aperture e riforme che hanno avviato il paese verso la democrazia, ad esempio la riforma del diritto di famiglia che garantisce molte libertà alle donne. Tra i primi atti del suo regno c’è la liberazione di un gran numero di prigionieri politici segnando una netta differenza col regno di suo padre Hassan II che ha tenuto il paese col pugno di ferro. Ciononostante pare che non riesca a liberarsi della corte/establishment che di fatto tiene i fili del paese.

Questa mattina nelle maggiori città del paese erano previste una serie di manifestazioni per richiedere maggiori diritti, sistema sanitario efficiente, riforma scolastica, una riforma della costituzione. Le manifestazioni sono state partecipate e per la maggior parte pacifiche. A Rabat e a Casablanca migliaia di persone sono scese in piazza pacificamente questa mattina gridando slogan contro il governo e in alcuni casi inneggiando al re. Discreta la presenza delle forze dell’ordine.

Ieri invece a Tangeri è stata assaltata una caserma della polizia. Oggi ci sono stati degli scontri e delle devastazioni nel centro della città nuova di Marrakech e un incendio scoppiato nei pressi della Wilaya (municipio). Scontri pure a Larache e problemi a Houceima, Guelmin e Fes. Fonti non confermate parlano anche di due morti a Marrakech.

Scritto da malaerba

20 febbraio 2011 alle 10:49 pm

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Salone del libro di Casablanca

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Sono stato al Salone del libro di Casablanca, l’Italia è ospite d’onore, ma la figura che sta facendo è a dir poco pietosa. Lo stand è anche abbastanza grande, ma di libri ce ne sono pochi e molti sono per bambini; tra i titoli proposti spiccano il diario del giovane vampiro con una mano in rilievo che esce dalla copertina, trattandosi di un diario le pagine sono tutte bianche; un puzzle dei Gormiti, un paio di libri di Pennacchi che oggi era ospite, un libro di Capranica, il tipo che fa i servizi sul tè e i biscottini da Londra per il TG2 e poc’altra roba. In compenso era esposta una fiat 500 nuova di zecca (la casa è sponsor della partecipazione), un lato dello stand era dedicato alle dimore storiche (?), poi c’era lo stand della Lavazza che vendeva caffè e un lato che si chiamava cucina Italia dove venivano proposti le bontà della cucina italiana: panini al prosciutto, in un paese mussulmano. Mi dicono che Pennacchi scrive bene, io ho visto un tipo che parla a vanvera, in dialetto e che ha detto che il fascismo era di sinistra perché ha dato le terre ai coloni e nello specifico alla sua famiglia.

Scritto da malaerba

15 febbraio 2011 alle 4:53 pm

Arieccomi

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Casablanca nightlife
Torno a scrivere dopo un po’. Il primo fine settimana a Casablanca l’ho passato in albergo, ancora non conoscevo nessuno, il secondo insieme a una collega abbiamo esplorato la vita notturna di Casablanca. Siamo stati in un locale sul lungomare, consigliato dalla mia guida. Musica dal vivo, manco male, ma avete presente quei pezzi rock che tutti conoscono? Pensate a un brano che sia uno straclassico del rock, beh, di certo era in scaletta. Il locale, caro per me figuriamoci per il marocchino medio, 15€ di consumazione obbligatoria, era strapieno. Cosa ho capito dalla serata? Che mentre tutti gli europei sognano di venire in Marocco per fumare tutti i marocchini sognano di andare in Europa per bere. L’alcol scorreva a fiumi, chi prenota un tavolo ha anche una bottiglia di superalcolico a disposizione e qualche bibita per fare dei cocktail. Nel complesso mi sembrava che i presenti sognassero l’occidente e che per loro si riduce al rock e all’alcol e… alla pubblicità delle sigarette. Sì, la pubblicità di cui anche il locale era pieno, m’ha ricordato molto l’Europa dell’est dei primi anni ’90, anche lì stessa aria: rock classico, alcool e pubblicità, lì avevano la giustificazione che la pubblicità prima del crollo del muro non sapevano nemmeno cosa fosse e la vivevano come un simbolo di libertà (sigh!) qui pure perché fino a che era vivo il precedente sovrano era vietata perché l’unica immagine pubblica doveva essere quella del re. La domenica sera invece sono stato al Rick’s bar, locale ispirato a quello di Bogart nel famoso film. Che dire, buona musica e cucina niente di eccezionale, la prossima volta prenderò posto al bar se voglio ascoltare jazz. Conclusioni: se proprio si vuol uscire la sera a Casablanca le cosa da fare non mancano, ma spesso e volentieri si tratta di cose che scimmiottano l’occidente e si paga caro. Se ne può fare tranquillamente a meno, passerò le prossime serate o in giro per il Marocco o in casa a leggere. In ogni caso questo fine settimana c’è la fiera del libro, e mi vado a sentire Pennacchi, il prossimo c’è Eugenio Bennato in concerto.

Marrakech ‘e press
Come prima città in Marocco non si può non vedere Marrakech. Il motivo vi sarà chiaro non appena inizierete a girare per i suk, ma soprattutto quando andrete a piazza Jemaa el Fna. Marrakech, una delle città imperiali del Marocco, è un posto magico, fuori dal tempo. Molto è diventato turistico, ma la sera la piazza si continua a riempire di gente che va a mangiare un boccone o che guardano i mille spettacoli che vengono improvvisati sulla piazza o che semplicemente viene a perdere tempo. Superate i vari accalappiaturisti che vi propongono di tutto e di più, buttatevi nei suk non alla ricerca dell’acquisto etnico, ma con occhi da riempire di curiosità, girate per le strade intorno alla piazza, fermatevi a guardare qualche spettacolo che si tiene lì, guardate le scimmie e gli incantatori di serpenti. Ci sono stato due giorni, ma mi sono sembrati troppo pochi, penso quindi di tornarci. A breve spero di caricare pure qualche foto che ho fatto.

Habemus Casa(blanca)!
Ho finalmente affittato casa! Si tratta dell’appartamento lasciato dalla collega che sto sostituendo, non enorme, due camere cucina e bagno; un po’ spoglio, ma sono riuscito a farmi dare dal proprietario di casa almeno un paio di divani marocchini, spero di convincerlo a mollare qualche altro oggetto per la casa nei prossimi giorni. L’appartamento è luminoso ma freddo, praticamente attaccato alla scuola e visto che ho buchi anche di cinque (5) ore tra una lezione e l’altra fa molto comodo. Sono entrato direttamente in contatto col proprietario il ché m’ha permesso di non pagare la “mancia” di mezza mensilità a chi ti trova l’appartamento. La cosa simpatica è stata quando è passata la madre del proprietario, una dolce vecchietta velata, perché oltre al divano m’hanno portato cuscini e copridivani e d’imperio ha deciso che doveva sistemarli lei e parlando solo arabo m’ha fatto capire come fare. Il padre del proprietario, per non farci mancare nulla, gira in caftano e col tipico copricapo tondo che non so come si chiama. Nota a sfavore: di fronte a me c’è un cantiere dove si lavora senza sosta e anche nel fine settimana: sveglia presto assicurata! Nel frattempo ho craccato un’altra rete per scroccare connessione, andrebbe eretto un monumento all’inventore della crittografia wep¹!

Marocco 3 – Niger 0
Qualche sera fa, uscito dal corso di francese, ho deciso di andarmi a vedere la partita al bar sotto casa, sono arrivato a secondo tempo iniziato e mi sono piazzato in uno dei tavolini in fondo al locale. Dopo un po’ è venuto il barista a chiedermi di ordinare, un tè o mont si vu plé (il mio francese fa progressi) e ricevo una pacca sulla spalla. Si vede che l’autoctono ha apprezzato l’accento marsigliese, quando mi porta il tè poi lo ringrazio con la formula di rito: sciucran (anche l’arabo procede). La partita è stata di una noia impressionante, nonostante io abbia assistito a due gol. La cosa che m’ha fatto impressione è che durante la partita non volava una mosca, quasi non commentavano nemmeno le azioni sbagliate e per i due gol si sono limitati a degli applausi, insomma il più rumoroso ero io che con i miei “fammoc’”, “a fa e bucchin’” e altre sessiste frasi di rito cercavo di movimentare un po’ la visione. Poi d’un tratto, iniziano i commenti: avevano inquadrato una delle quattro donne presenti allo stadio (le ho contate), forse una vip marocchina, e sono partiti in commenti di cui magari non ho apprezzato le più sottili sfumature, ma il cui senso principale era molto molto chiaro. L’apice è stato poi raggiunto quando ne hanno inquadrata un’altra coi capelli che le uscivano dal velo , evidentemente versione locale del glamour, del gioco di visto e non visto.

In hoc Carosonem vinces
Sempre rimanendo in ambito calcistico per ora le vittorie del Napoli sono state propiziate dall’ascolto assolutamente casuale e improvviso di qualche brano di Carosone, è successo anche a Marrakech, mentre passeggiavamo che da un negozio di dischi sono uscite le note di Tu vuo fa’ l’americano. Poche ore dopo il Napoli vinceva. È successo anche stamattina, dal mio pc, per caso è partito sempre “Tu vuò fa l’americano”: stasera il Napoli ha vinto (molto apprezzate dagli autoctoni sono state le mie esclamazioni di gioia)e Cavani è sempre più in alto nella classifica cannonieri.

Un caro saluto ai meccanici della ciclofficina dell’ex-lavanderia: m’hanno detto che hanno un cassetto giallorosso per tenere i pezzi migliori da riservare per le bici dell’asta, dopo le due sfogliatelle dell’andata metteteci dentro pure i due babà del ritorno.

[¹] For nerds only.

Scritto da malaerba

13 febbraio 2011 alle 12:34 pm

I miei studenti

con 6 commenti

Come ogni volta che insegno subito mi sono affezionato alle classi. Si tratta di una seconda, una terza e una quarta equivalenti a un triennio italiano, qui il liceo dura quattro anni. Come ho già scritto si tratta di una scuola prestigiosa e il sistema scolastico marocchino fa acqua da tutte le parti, la scuola è privata e vi accedono solo i i figli delle famiglie ricche. La povertà che ho visto nelle strade non alberga certo tra questi ragazzi con iPhone, Blackberry e vestiti alla moda. Le classi sono piccole (dieci, undici e dodici persone), indietro col programma a causa dell’assenza della collega che sostituisco, ma il livello di preparazione mi sembra buono; per il momento li sto massacrando spiegando come un forsennato e caricandoli di esercizi, dalla settimana prossima inizio a fare compiti in classe. Sono un po’ rumorosi, ma dopo essere stato abituato alle classi del Pigneto o di Tor de Schiavi questi mi sembrano angioletti. Essendo una scuola italiana in classe si parla italiano, ma i ragazzi sono contenti quando cerco di esibire qualche parola di arabo. Mi danno delle dritte sui posti da visitare, una serie di mercati di Casablanca, le cose da mangiare, pare che le lumache di Marrakesh siano ottime, le cose da dire o da non dire, da fare e non fare. Mi hanno anche detto che a Casablanca ci sono due squadre di calcio e che stasera c’è il derby. Sempre parlando di calcio peccato che Kharjia sia andato all’Inter. I tassisti marocchini invece sono tutti tifosi del Napoli.

Oggi m’hanno pagato il primo stipendio, per il resto ho finalmente mollato l’albergo e sono ospite di una simpatica signora che lavora al consolato italiano e della sua gatta in calore che passa la notte a miagolare sperando di attrarre qualche bel gattone marocchino. Una collega m’ha anche proposto di condividere l’appartamento con lei, dal punto di vista economico e logistico sarebbe molto conveniente, ma mi piacerebbe immergermi nella realtà marocchina andando in un quartiere più popolare di questo. Per il momento ho tempo per decidere, nel frattempo sono graditi consigli. Stasera sarei dovuto andare al corso di francese, ma piove a dirotto e quindi ho saltato. Il mio insegnante si è detto stupito di due cose: del fatto dopo cinque giorni a Casablanca mi fossi già iscritto a un corso e che parlassi qualcosa di francese pur non avendolo mai studiato, gli ho detto che ho imparato dal cinema:

Scritto da malaerba

28 gennaio 2011 alle 10:13 pm

Cammelli non se ne vedono, in compenso…

con 2 commenti

Cari tutti,
lasciamo perdere gli abbigliamenti fantasiosi che tanto vi sono piaciuti e proviamo a parlare seriamente, o quasi. Da qualche giorno in Marocco, ma qualche opinione me la sono fatta. Nei primi giri che ho fatto per la Casablanca ho iniziato a vedere la povertà che affligge questa gente. Non molto dalla moschea di Hassan II, la più grande del mondo dopo quella di La Mecca, finita pochi anni fa e costata qualcosa come due miliardi di dollari, si apre un quartiere fatto di macerie e immondizia, non propriamente una bidonville, ma di certo non un quartiere residenziale. Ci sono passato per caso e pur non avendo avuto nessun problema di sorta credo sia stato un bene aver avuto la macchina fotografica nello zaino.

Spesso si incontrano i cosiddetti bambini di strada, ossia orfani che vivono per la strada: sporchi e con addosso qualche straccio si arrangiano come possono. All’inizio non capivo cosa facessero bene certi uomini che vanno in giro con dei carrelli spinti a mano e che producono un grido simile al verso delle pecore, “bee”: sono una sorta di rigattieri, recuperano quel che possono forse per venderlo, forse per farci chissà cosa. Ah, mi è stato consigliato di non parlare male né del re né della religione: potrei essere arrestato.

I miei studenti sono tutti marocchini, provengono dalle famiglie di ricchi o di professionisti della città, qualcuno è nato in Italia, qualcun altro invece ha scelto questa scuola perché prestigiosa e sicuramente migliore di quelle marocchine. Ho le classi del liceo scientifico, sono a un buon livello di preparazione, quelli del quarto e ultimo anno sono molto curiosi e anche impauriti dagli esami di maturità che dovranno affrontare a fine anno scolastico. In questa classe ho anche una studentessa che porta il velo, da quel che ho capito perché costretta dalla famiglia: pare che durante una gita scolastica non appena partita se lo sia tolto. Spero che venga a studiare in Italia o comunque all’estero per poter non subire più questa costrizione. Il sistema scolastico marocchino è assolutamente inefficiente, con un tasso di analfabetismo elevatissimo e dispersione scolastica: le classi dirigenti vogliono per i loro figli una formazione di alto livello e quindi li mandano nella nostra scuola o in quella francese. Io per ora sono nel quartiere dei consolati e per questioni lavorative credo che ci rimarrò: ho un orario del cavolo, con buchi di tre o quattro ore tra una lezione e l’altra e avere un posto dove ficcarmi in questi casi fa comodo. Per di più proprio questa sera ho cominciato un corso di francese (è un’ex colonia e lo parlano bene o male tutti) e tra non molto m’iscriverò in una piscina qui vicino, il complesso Mohammed V, costruito per i giochi del Mediterraneo di qualche anno fa, pare sia un posto bellissimo con tre vasche di cui una olimpionica. Il quartiere dove sto, come avrete capito, è un quartiere se non per soli ricchi di certo alla moda: non è raro vedere macchine di lusso (e quando dico di lusso intendo di lusso anche per l’Italia) e locali fichissimi che per i marocchini costano uno sproposito, ma nei quali si mangia al prezzo di una trattoria italiana. Quasi tutti i miei colleghi hanno optato per prendere una casa in questo quartiere per ragioni di comodità e mi dicono pure che sia abbastanza difficile stringere amicizia con gli autoctoni, addebitano questa cosa alle differenze culturali: vi ricordo che il marocchino tipo è poco alfabetizzato, parla un francese tutto suo, la concezione della donna e degli occidentali in genere che hanno poi in questo paese di certo non aiuta a stringere relazioni d’amicizia. Spero di contraddire queste loro convinzioni, ma non so se ci riuscirò.

Ed ora qualcosa di completamente diverso…

La rete dell’albergo fa cacare, ne ho appena una craccata di un vicino: malaerba 1 – Marocco 0.
‘Sto Marocco è molto più simile all’Italia di quel che uno pensa, ad esempio da noi il giovedì si fanno gli gnocchi, qui il venerdì si fa il couscous. Un po tutti i colleghi dicono che sembra che io sia arrivato da molto più tempo e che mi sia già ambientato benissimo: in effetti gli anni di permanenza a Napoli aiutano molto in questi casi.
Oppure potrebbe trattarsi del nuovo abbigliamento consigliatomi dal mio nuovo amico marocchino Gennar Al ‘o Truf-fator: caftano arancione fosforescente, babbucce con punta a riccio, turbante verde acido. Dice che qui è all’ultimissima moda: in effetti non ho ancora visto nessuno indossare un completo del genere.
Gennar dice di non essere mai stato a Napoli, ma secondo me non ha capito bene la domanda.
Solo una cosa non capisco: perché chiamare il mercato come via Medina quando è tale e quale a ‘o buver’ ‘e Sant’Antonio¹.
Per il resto il Napoli vince, tra un po’ compriamo anche Kharjia, capitano della nazionale marocchina, e i miei studenti non avranno più nessun motivo per tifare Juve o Milan.

[¹]Per solutori più che abili.

Scritto da malaerba

25 gennaio 2011 alle 1:24 am

La vostra malaerba preferita a Casablanca

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Giorno 1
Per chi non lo sapesse ora sono a Casablanca per una supplenza in una scuola italiana e resterò qui sei mesi. Di seguito le prime impressioni.

Arrivo in aeroporto acconciato di tutto punto: buono per affittare cammello in loco, turbante con pennacchio (una fatica per trovarlo alla
Rinascente!), fiasco in mano e tamburello, narghilè e binocolo a tracolla¹, mi accoglie il tassista della scuola pensavo venisse in cammello anche lui e invece è dotato di una fantastica Mercedes anni ’80. I marocchini hanno una particolare versione del codice della strada che consiste in:
suonare il clacson, sempre;
attraversamento pedonale di autostrada;
regola del più forte;
gara a chi ha l’auto più inquinante.
Arrivato a scuola il preside mi presenta l’intero corpo docente, una collega mi ospita a pranzo. Il tempo di sciacquarmi e volo a fare i
consigli di classe, prendiamo un te coi colleghi e poi cena di lavoro,
poi letto. Poi sveglia alle 6:50 e poi sei ore dico sei ore di
lezione. Per i primi giorni del Marocco e di Casablanca ho visto la strada dall’aeroporto e quelle intorno alla scuola, per il resto l’atmosfera è buona, stasera vado a sentire un concerto all’istituto Cervantes e spero di fare un primo giro per la città, ora sono esausto e tra non molto andrò a fiondarmi sul letto.

Giorno 3
Oggi finalmente sono partito all’esplorazione di Casablanca. Mi sono munito di:
cappello da esploratore,
sahariana color cachi con bermuda d’ordinanza;
binocolo a tracolla, recuperato dal precedente abbigliamento;
ho poi cercato di affittare un elefante e quattro portatori di colore, ma invano: alla fine sono andato in giro a piedi.

Coi colleghi siamo stati al mercato centrale di Casablanca e per meno di dieci euro a cranio abbiamo mangiato:
kilogrammi 2,5 di gamberi imperiali;
dentici 1 da kilogrammi 2;
sanpietro 1 da kg 2,5;
kilogrammi 1 di calamari;
kilogrammi 1 di merluzzi fritti;
qualche insalata, lenticchie, acqua e coperto.
Ovviamente abbiamo antipasteggiato con qualche ostrica comprata e aperta sul posto. Funziona così: si va al mercato e si compra il pesce che più ci piace, poi si va in una dei banchetti lì vicino e lo si fa cuocere pagando il coperto e un’insalata. Il pesce sarà anche leggero, ma io sto ancora in fase digestiva. Abbiamo anche trovato i granchi imperiali a meno di 5€ al kg e ovviamente si tratta del prezzo sòla che fanno agli occidentali. Ho anche trovato delle belle tartarughe di terra vive tra 1,5 e 3 € l’una, qui le mangiano, abbastanza spesso direi. Le avrei anche comprate come animali da compagnia, ma non si possono importare in Italia. In ogni caso alla prima occasione le mangerò anch’io. Insomma per il momento sono all’ingrasso.

Ah, parlando di critical mass è uscito fuori che una coppia di colleghi conosce un mio amico. Ho anche assistito a una bella rissa tra due mignotte in strada, pare succeda molto spesso. Nel frattempo valuto il traffico per capire se vale la pena comprare una bici, ma la cosa che mi fa più desistere è l’inquinamento che è pesantissimo, una puzza insopportabile e gli occhi che bruciano quando si attraversano le strade più trafficate. Da lunedì inizierò un corso di francese per cercare di comunicare un po’ meglio.

[¹] Chi non ha colto la citazione può andare qui.

Scritto da malaerba

22 gennaio 2011 alle 8:27 pm

Regali di Natale

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Non che abbia mai fatto chissà quali regali di Natale, anzi a dirla tutta, questo è stato l’anno che ho speso di più in assoluto. I regali che ho fatto sono stati:

30 € per Autistici/Inventati così le mailing list e i servizi di rete usati anche dal movimento continuano a restare in vita.

30 € per Wikipedia così l’enciclopedia libera e collettiva resta tale e a disposizione di tutti (usatela e correggete le pagine inesatte).

20+20 € per Wikileaks e la difesa di Assange che in questo momento ne hanno tanto bisogno.

Tutti voi potete considerarvi destinatari di questi regali. Tutti voi potete imitarmi.

Immagine di Conyr sotto questa licenza CC

Moiosms per ubuntu 10.10 maverick meerkat

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Moiosms è un programmino che permette di inviare sms gratis da diversi siti italiani, senza fare log-in né compilare noiosi capchta. Purtroppo lo sviluppatore ha smesso di dedicargli le sue cure e il programma è caduto nel dimenticatoio. Memore del programma e di qualche pagina del forum di supporto, ho scaricato il vecchio pacchetto e ha provato a installarlo trovando qualche problema che non vi sto a spiegare. Quel che ho fatto è stato modificare qualche file del pacchetto .deb dicendo al programma di usare python2.6 invece che python2.4 che non è presente in maverick. Alla fine ho creato un nuovo file .deb che potete scaricare e installare, a vostro rischio e pericolo. Per ora il programma a me funziona, almeno per i siti che uso io.
Attenzione! Ho sentito l’autore del programma e mi ha scritto:

Sulla modifica, purtroppo, non è così semplice: in apparenza funziona tutto ma in certi casi particolari (in particolare a seconda della codifica dei caratteri sul tuo sistema e se usi lettere accentate) ci sono problemi che non ho avuto mai tempo di sistemare.

Vi ho avvisato! Se qualcuno vuole può sempre scaricare i sorgenti e sistemare le cose che non vanno, io non ne sono in grado.
Se volete usarlo anche voi non dovete far altro che
1) installare le dipendenze

sudo apt-get install python-pycurl python-wxgtk2.8 python-wxgtk2.6 ocrad gocr graphicsmagick

2) scaricare il pacchetto che ho fatto io da qui, cambiare l’estensione da docx in .deb e per installarlo, dopo esservi messi nella directory dove l’avete scaricato, date:

sudo dpkg -i moiosms_2.18_all.deb

Esiste anche un pacchetto per la deskbar di GNOME, ma non so se funziona ancora, lo trovate qui.

Scritto da malaerba

14 dicembre 2010 alle 8:46 pm

Come funziona l’università italiana

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Dal sito didatticaingegneria.it,  che si occupa della didattica della facoltà di ingegneria della Sapienza. La schermata che segue è quella dei corsi messi a concorso. Quanto pagano? Osservate i valori nella colonna “Importo lordo”.

Scritto da malaerba

20 agosto 2010 alle 2:35 pm

Pubblicato in lavoro, università

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