Della serie: hanno la faccia come il…
Sto facendo il backup
Ho letto questa notizia¹. E ho quattro anni di vita nel pc. Sotto ubuntu ho installato Simple Backup Suite, programma per GNOME che consente di fare backup incrementali facilmente. Un backup incrementale altro non è che un salvataggio intelligente, viene creato un archivio compresso e dal successivo backup in poi verrano salvati solo quei file che hanno subito modifica, facendoci risparmiare tempo e spazio. Il programma si presta a diverse personalizzazioni e comprende anche uno strumento per ripristinare in modo automatico i dati così salvati. Lo trovate facilmente con Synaptic col nome di sbackup o lo potete installare facilmente da linea di comando con
sudo apt-get install sbackup
Una volta installato lo trovate nel menù Sistema->Amministrazione. Per KDE potete installare keep (ma se non sbaglio è installato in maniera predefinita) con
sudo apt-get install keep
Se avete difficoltà a installare programmi sotto GNU/Linux potete dare un’occhiata qui.
[¹] Ci sarebbe anche da chiederci quanta influenza hanno i media su di noi e quante paure riescono a inculcarci.
Immagine presa qui
Il mio viaggio, parte seconda
L’ultima serata a Copenaghen è stata abbastanza tranquilla, ho cucinato la mia pasta e broccoli, abbiamo cenato, ci siamo bevuti qualche birra, poi sono andato a dormire per svegliarmi presto il mattino seguente per prendere l’aereo che mi avrebbe portato ad Amsterdam. Tutto va secondo i piani e arrivo addirittura in orario ad Amsterdam.

Speriamo bene

Immagine di ietstars sotto questa licenza
Oggi all’ONU è in discussione la moratoria internazionale della pena di morte, iniziativa promossa dall’Italia. Speriamo bene.
Birmania
Credo che sappiate tutti di ciò che sta accadendo in Birmania, oggi per dimostrare solidarietà al popolo birmano in lotta bisogna indossare o esporre qualcosa di rosso. Ecco il mio minimo contributo.

Pisa e Firenze
In questi giorni sono stato a Pisa per un convegno e ora sono a Firenze. La mia presentazione a Pisa per l’annuale congresso SIF è andata benino, tenendo presente che l’ho preparata in quattro e quattr’otto. C’è stata una domanda e sono addirittura riuscito a rispondere :). Poi mi sono dedicato al mio passatempo preferito, che non sono le nanotecnologie, ma il cazzeggio :). Sono andato a Campo dei miracoli a fare un giro turistico, ho optato per la cattedrale e il battistero, mi sono rifiutato di salire sulla torre, 15€ mi sono sembrati davvero troppi. Poi lento pede verso la stazione e poi alla volta di Firenze. A Firenze mi sono visto con Vanessa, una ragazza conosciuta durante le prove del concerto del primo maggio e sono stato ospite a casa sua. Ieri abbiamo fatto un giro per il centro di Firenze, poi sono tornato a Roma. Oggi sono tornato al paesello, aspettando il primo di ottobre per tornare a Roma.
Nuovi contratti di tutorato

Immagine di Giando sotto questa licenza
Oggi mi hanno annunciato i nuovi contratti di tutorato. Peggiori di quelli già in vigore. In sintesi invece di uno o due tutorati da 30 ore a 1.000€ lordi l’uno, quest’anno ci sarà l’obbligo, per chi vuole farli, di almeno tre tutorati da cinquanta ore l’uno per 2.500€ lordi. La paga oraria passa da 33,33€ l’ora a 16,66€ lordi, ma nelle ore pagate non sono incluse quelle necessarie per la preparazione delle lezioni, in media per ogni ora di lezione bisogna considerare almeno un’ora e mezzo o due per prepararla. Il che fa scendere ancor di più la paga all’ora a circa 5,50€ l’ora. Lordi. Bisognerebbe considerare anche le tasse, al 40-42%, e si arriva a circa 3,30€ l’ora, ma visto che la maggior parte dei dottorandi guadagna due lire e si trova in no-tax area, questi soldi si possono considerare praticamente netti, visto che poi verranno rimborsati (che culo essere poveri!). Dopo mesi.
Aggiungete che solitamente l’università per cui lavoro, la Sapienza, la più grande d’Europa, ci paga con due anni di ritardo.
Aggiungete che la mia borsa di dottorato è di 810€ al mese, quando dieci e più anni fa facevo il bagnino di salvataggio guadagnavo esattamente gli stessi soldi e passavo tutta la giornata in spiaggia.
Aggiungete che per una stanza in un appartamento con altre persone pago 350€ più le spese e devo considerarmi fortunato.
Aggiungete che, per esempio, una signora che fa le pulizie in casa chiede almeno 8€ l’ora.
Aggiungete che non ho certezze o prospettive per il futuro.
Alla luce di tutto ciò faccio le mie considerazioni: […]
ATTENZIONE!!!! QUESTO PROGRAMMA HA RILEVATO TURPILOQUIO OLTRE I LIMITI
CONSENTITI E HA APPLICATO CENSURA PER NON TURBARE LE ANIME PIÙ SENSIBILI.
CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED CENSORED
[…]e questo è tutto.
Partita
Automobile
Da qualche giorno ho un’auto tutta per me. Mio padre ha deciso di cambiare la sua e io mi sono preso la vecchia. Che ha tutta una serie di vantaggi:
- Ha più di vent’anni, è registrata a un club di auto d’epoca, il che mi permette di pagare 90€ l’anno di assicurazione e 25€ di bollo.
- Ha l’impianto a GPL, non consuma nulla, inquina poco e può circolare anche col blocco del traffico.
- Ha un autoradio con l’ingresso per sorgenti esterne, quindi con un cavetto da pochi euri ho potuto collegare il lettore ogg/mp3.
Ha però un difetto: si tratta di quest’auto:

Immagine di gabork sotto questa licenza
Ossia ogni pattuglia dei carabinieri o della polizia si prenderà la briga di fermarmi e chiedermi i documenti credendomi un pappone tamarro. Non si può avere tutto dalla vita.
Vendemmia

Immagine di Matteo77 sotto questa licenza
Oggi sono stato precettato da mio padre per andare a fare il vino (vendemmiare è troppo accademico, poi a casa dei miei tendo a parlare solo in dialetto e vendemmiare non è compreso nel dizionario autoctono). Erano anni che non mi cimentavo con questo lavoro. Qualche considerazione:
- Fanculo ai lavori di concetto, trovo discreta soddisfazione nel tornare a casa completamente distrutto di fatica, forse invece che la carriera accademica avrei dovuto intraprendere quella bucolica.
- I fighetti amanti dei bouquet raffinati e fruttati, quelli che in un vino ricercano personalità e carattere, forse per supplire alle loro mancanze, se vedessero fare il vino probabilmente non ne berrebbero più. Vi posso assicurare che c’è molta più cura e igiene nel farlo in casa che nelle grandi cantine.
- Mi sono commosso a rivedere gli attrezzi di mio nonno per il vino. Pescatrice (pigiatrice in italiano?) e sprimituro (torchio) avranno più di cinquant’anni e costituiscono parte della memoria storica della mia famiglia. Dovrei adoperarmi per restaurarli.
Anniversario

Immagine di Aelle sotto questa licenza
Oggi sono giusto due anni che ho smesso di fumare sigarette. Ancora non mi sembra vero, chi mi conosceva prima del grande salto ha ancora difficoltà a immaginarmi senza sigaretta in bocca. Vi segnalo questo sito che mi ha dato una mano a smettere www.stoptabac.ch, dopo la registrazione vi invieranno mensilmente un questionario per vedere come vanno i vostri tentativi di staccarvi dalle sigarette. È anche pieno di consigli e suggerimenti. Nel frattempo devo dire che tuttora, e anche ogni mattina, mi accenderei una sigaretta.
Installare programmi sotto ubuntu (e anche gli altri GNU/Linux)

Imagine di r000pert sotto questa licenza
Uno dei primi problemi che ci si ritrova ad affrontare dopo essere passati a GNU/Linux è quello di installare programmi: che era facile con quell’altro sistema operativo sotto GNU/Linux viene visto dai nuovi utenti come una tragedia o qualcosa di impossibile. In realtà installare e aggiornare programmi sotto GNU/Linux è molto più facile che sotto quell’altro sistema operativo, basta abbandonare la forma mentis che abbiamo acquisito per acquistarne una nuova. (continua…)
11 settembre

Immagine di Aelle sotto questa licenza
Ricordo che sei anni fa ero a casa, un grazioso monolocale nel centro storico di Napoli, con la mia donna di allora intenti a fare non ricordo cosa. Arrivò una telefonata che ci disse di accendere la tv e subito venimmo investiti dal flusso di immagini che sarebbe restato con noi fino a sera. La prima cosa che disse la tv riguardava le reazioni delle borse internazionali alla tragedia che si stava consumando. La cosa non fu edificante. Quello che pensai è che prima o poi una cosa del genere sarebbe successa. Purtroppo.
Vaffanculo a chi?
Ricevo ed inoltro questo editoriale con alcune considerazione sul vaffanculo day. Le mie le ho espresse tempo addietro qui.
Vaffanculo a chi?
Giuliano Santoro
Un paese che, senza soluzione di continuità, si stringe attorno alle salme di Gigi Sabani e Luciano Pavarotti e che si sente assediato da misteriose (e virtuali) orde di lavavetri e writers, si prepara alla giornata della vendetta dell’Uomo qualunque. Questa giornata è il «Vaffanculo day», indetta dal blog più letto nel nostro paese, quello di Beppe Grillo, comico epurato dalla tv di stato e predicatore adorato dalle masse in cerca di punti di riferimento. Grillo è diventato il fenomeno dell’antipolitica, della rivincita del cittadino vessato dalla Casta, della Verità contro le Bugie dei mass-media. Tanto che anche noi di Carta, che in quasi dieci anni vissuti pericolosamente non ci siamo fatti proprio la fama di essere un giornale affine ai Palazzi, ci siamo sentiti rivolgere la domanda: «Come mai non avete aderito?». Già, come mai non abbiamo aderito? Abbiamo incrociato molto spesso i seguaci di Beppe Grillo, c’erano ad esempio alle manifestazioni contro la Tav in Val di Susa e contro la base Usa di Vicenza. E sventolavano il faccione del Grillo parlante che li ispira. Il primo punto è proprio questo, è una questione di metodo (anzi di stile, verrebbe da dire) prima che di merito. Il «grillismo» è la spia di fenomeni che è difficile negare. La diffidenza della gente per le verità ufficiali di RaiSet e dei principali giornali, l’uso di internet come strumento di comunicazione orizzontale, l’abisso che divide la Politica dalla Società. Sono cose sotto gli occhi di tutti, per certi versi sono l’acqua in cui naviga la barchetta di Carta. Daniele Luttazzi è un altro comico epurato dalla Rai. Tempo fa, con garbo e understatement, facendo un bilancio dell’esperienza del suo blog, ha suggerito che internet rischia di trasformarsi in un pericoloso pulpito da cui sciorinare prediche. «La logica del potere è il numero ha affermato Daniele Più di centomila contatti al giorno!’ E il blog relativo diventa potente. E temuto. E rispettato. E strumentalizzato (specie da chi lo fa). Ho notato che un blog tende ad assecondare le derive populistiche (di chiunque). Per bloccarle sul nascere, questo blog torna a essere slow e one-to-one. Io torno a studiare. Appuntamento qui fra dieci anni». Anche nel caso del «Vaffanculo day» la prima cosa che balza agli occhi, è il populismo telematico che caratterizza l’iper-attivismo di Beppe Grillo. Le campagne ambientaliste di Grillo e quelle sulle malefatte del capitalismo straccione italiano sono sacrosante. Altri temi sembra vengano agitati apposta per accarezzare gli istinti peggiori dell’Uomo qualunque. Grillo si è schierato [e non manca di sottolinearlo] contro l’indulto, ha coccolato alcuni degli umori xenofobi che circolano nel nostro paese, ha gridato allo scandalo dei finanziamenti all’editoria puntando il mirino del suo bazooka telematico contro le piccole cooperative editoriali invece che contro i giganti della stampa. Dev’essere per questo che uno come Claudio Scajola [scusate la parola] ha serenamente aderito alla richiesta dei «vaffanculisti» di rendere ineleggibili i pregiudicati [categoria cui appartiene Grillo, peraltro].Dev’essere per questo che i siti dell’estrema destra hanno pubblicato l’appello per il «Vaffanculo day». Dev’essere per lo stesso motivo che uno come Massimo Fini [che ha fondato, sulla falsa riga di Beppe Grillo, il Movimento Zero i cui dirigenti locali hanno più di un legame con le micro-formazioni dell'estrema destra italiana] lo supporta. Se provate a cercare su You Tube «Vaffanculo day», troverete i video che i gruppi locali di supporto all’iniziativa grilliana hanno realizzato per invitare la gente a scendere in piazza con loro. Il video del gruppo di Treviso alterna le parole d’ordine del pulpito virtuale a slogan leghisti [«Padroni a casa nostra»], il volto di Beppe Grillo e il profilo di Giancarlo Gentilini, l’archetipo padano del sindaco-sceriffo che oggi va tanto di moda. Insomma, attorno ai comizi telematici di Grillo e a tante cose giuste che il comico genovese denuncia, c’è molta confusione. Per questo i nostri vaffanculo ce li teniamo per occasioni migliori, che sicuramente non mancheranno.
P.S. Avete notato come i TG e i giornali si vergognano di questa parola? Non ho sentito nessuno pronunciarla o scriverla, invece non esitano a parlare di culi al vento delle veline o di Corona.
Esagerato!
Tutti mi hanno sempre definito un bravo ragazzo, anche il parroco del mio paese, nonostante sappia che sono agnostico. Invece scopro che tutti hanno sempre sbagliato: sono addirittura una minaccia per l’umanità. Chi lo dice? Il papa.
Il mio viaggio, note di colore
Di seguito una serie di note sparse sulle impressioni raccolte in viaggio, una serie di appunti e fatti che ho riportato sul mio taccuino. Sconnessi logicamente tra loro, cronologicamente disordinati.
- I danesi vestono in maniera assolutamente casuale, camminando per strada trovi chi porta il cappotto (e magari le ciabatte) e chi va in giro in maglietta a maniche corte.
- I lavoratori dell’aeroporto di Copenaghen si muovono in monopattino.
- I pendolari sui treni serali sono uguali in tutto il mondo, gente stanca che vuole solo tornare a casa. Non ho notato grandi differenze con quelli che pendolavano con me verso Napoli quando ero all’università.
- I biglietti al museo non vanno vidimati e in banca non ci sono metal detector.
- Ho fatto un pezzo di viaggio in autobus con degli adolescenti, sono assolutamente uguali agli italiani.
- Dopo aver chiesto informazioni mi salutano sempre con “You’re welcome”, penso vada meglio solo nei paesi arabi dove a “Salam al icud” rispondono “Al icud salam”.
I danesi mi sono piaciuti molto, gente schietta, non troppo attenta alle formalità, ma rispettosi delle regole. Pratici e alla mano, sono tagliati con l’accetta, si vede che discendono dai vichinghi. Non sarà un caso che se mi immagino un ragazzo che zaino in spalla viaggia per l’Europa me lo immagino nordico. Te ne accorgi anche da come le mamme e i papà girano in bicicletta, con due bambini e la spesa, magari tutti assieme, ravanelli e bambini, nel carrello anteriore della bicicletta di Christiania. Mi piace anche come trattano i bambini, sempre pronti a giocare con loro.

Solitudine
Notizie come questa mi lasciano sempre basito.
Il mio viaggio, parte prima
Mi ero ripromesso di aggiornare il blog durante il viaggio, cosa puntualmente non avvenuta. Vi farò un breve sunto delle peripezie e delle cose successe, infarcito di qualche foto naif.

Ri-vo-lu-zio-ne!
È da un po’ di tempo che ci penso e credo che ormai sia arrivato il momento di esprimermi: lavorare fa schifo. Sì, esatto, lavorare fa schifo. Pensate a quante cose migliori potremmo fare invece di lavorare: portare la famiglia al mare, fare un bel pranzo in compagnia, passare una giornata a far l’amore, giocare coi figli, parlare coi genitori, far casino con gli amici. Ci tocca soffrire invece. La soluzione non può che essere una sola:

Immagine di letneo sotto questa licenza
domani convochiamo una grande manifestazione, nazionale, coi pullman che arrivano da tutta Italia e i treni speciali zeppi di gente. Convochiamola e cerchiamo la più grande partecipazione della società civile. Smentiamo le cassandre che annunciano sventure. Prepariamoci a gridarlo forte, poi la mattina del corteo, la piazza della partenza dovrà essere affollata solo dei poliziotti che non capiscono dove siano finiti tutti i manifestanti. Andremo al mare¹ coi panini con la frittata², la parmigiana di melanzane², le pizzette², i salumi² e qualche bottiglia di vino² a goderci una giornata di sole e se qualcuno ci chiederà il perché del nostro comportamento lo inviteremo a sdraiarsi con noi e a godersi l’ultimo scampolo di estate. O a farsi una partita a racchettoni. E se qualcuno prova a dire che il lavoro nobilita l’uomo, facciamogli notare che i nobili di fatica non muoiono mai. Reclamare il nostro tempo per il piacere e l’ozio, ricordarsi che godersela non è peccato, cercare di farcelo riconoscere: questo sì che sarebbe rivoluzionario.
[¹] Chi preferisce potrà sempre andare in montagna, al lago o dove meglio crede.
[²] Ebbene sì, mi piace mangiare leggero.
Anche voi la pensate così?¹
Mi riferisco agli agghiaccianti risultati di questo sondaggio per La repubblica effettuato ieri da IPR markenting. La maggior parte degli italiani vorrebbe punizioni severe per che lava i vetri ai semafori, molti (quasi uno su tre) addirittura il carcere. Dire no non basta? Mandare in galera chi cerca di mettere insieme il pranzo con la cena, questa è la soluzione ai problemi del paese! Complimenti a tutti i miei compatrioti che non si accorgono che i reati più pericolosi vengono compiuti dai colletti bianchi, ma forse il loro stile e la loro presentabilità li mette al riparo da furori collettivi. Tangentopoli di cui ancora paghiamo le conseguenze devo averla sognata solo io insieme al crack Cirio, al caso Parmalat, ai bond argentini, la Enron e chi più ne ha più ne metta. Senza dimenticare mafia, ‘ndrahgheta e camorra, anche loro in colletto bianco. Per non parlare delle multe alle prostitute, la maggior parte delle volte povere schiave, no non si parla di arrestare i loro sfruttatori, bastoniamo le vittime. Complimenti a tutti anche in questo caso, in particolar modo al giornalista del TGR Lazio (non ricordo il nome) che oggi parlando di un blitz dei vigili urbani contro la prostituzione l’ha definita “problema di decoro e sicurezza”. Per questi motivi andrebbe chiusa la maggior parte dei programmi TV, per la prostituzione si dovrebbe parlare di schiavitù e sfruttamento, ma anche in questo caso basta fermarsi alla superficie delle cose. L’approfondimento stanca il telespettatore, poi va a finire che cambia canale. Il sondaggio termina parlando dello sciopero fiscale proposto dalla lega, pochi sono d’accordo, ma tanti ritengono che le tasse pagate non sono all’altezza dei servizi offerti dallo stato. La soluzione secondo tutto l’arco parlamentare o quasi? Far pagare meno tasse, così con meno soldi i servizi faranno ancora più schifo.
Complimenti a tutti.
[¹] Allora siete pregati di non passare più su questo blog.





