il blog di malaerba

Basta coi parrucconi della politica…

Pubblicato su politica by malaerba su Novembre 23rd, 2007

…d’ora in avanti solo trapiantati originali.

Tragedia

Pubblicato su personale by malaerba su Novembre 21st, 2007

Torno adesso dopo una piacevole serata, ma un cazzone in bmw ha buttato sotto una gatta. Incinta. Vederla agonizzante e non poter far nulla mi ha rovinato la serata.

Buonanotte.

Si fa per dire.

Genova, scusate il ritardo

Pubblicato su ambiente, amici, personale, politica by malaerba su Novembre 20th, 2007

Questo è il resoconto di un debito che avevo con la mia coscienza: il non essere stato a Genova sei anni e mezzo fa, il non aver avuto il coraggio di partire quel 20 luglio infame quando ho saputo dell’assassinio di Carlo Giuliani, quando arrivavano le notizie della violenze e dei pestaggi, quando sarei dovuto scendere in piazza per gridare più forte delle loro violenze.

Immagine originale presa qui

«Il concentramento è alle 9:00 a Tiburtina, però si dovrebbe partire alle 11:00 comode». Questo mi viene comunicato per la partenza col treno speciale da Roma: coerente con queste informazioni mi presento a Tiburtina alle 11:30 di sera, ma subito si vocifera che la partenza è alle 5:00 (del mattino). Ormai in stazione, non sapendo se conoscessi qualcuno, inizio a gironzolare e incontro un paio di tipi visti ad una festa, tiro fuori il vino e i panini e iniziamo ad ammazzare il tempo. Quattro ore senza far nulla in stazione sono tante da far passare, ma in un modo o nell’altro riusciamo a sopravvivere. Il treno arriva, puntuale (ahahah), alle cinque. Ci precipitiamo sopra io e un paio di ragazze conosciute lì per lì (Anna e Daniela) e riusciamo a conquistare dei posti in uno scompartimento. Sorpresa, nello scompartimento ritrovo Tania che non vedevo da qualcosa come cinque anni, scambio di convenevoli, saluti baci e abbracci e ci sistemiamo per la notte: siamo stati fortunati, il treno è strapieno e avere dei posti a sedere è una manna dal cielo: trenitalia ci ha dato il treno, ma evidentemente ha pensato di trattarci da bestie, persone che dormono nei corridoi, la luce che va e viene, bagni senza acqua. Il viaggio è lunghissimo: arriviamo a Genova, dopo una sosta a Pisa, all’una del pomeriggio. Piccola nota sulla sosta pisana, alcuni giornali hanno parlato di tafferugli, altri di persone che volevano partire senza biglietto, la verità è che per loro non c’era posto sul treno e i tipi di trenitalia non hanno voluto aggiungere carrozze al treno. Partiranno dopo con un altro treno, ma la situazione è sempre stata tranquillissima. Dopo un estenuante viaggio siamo a Genova: appuntamento con ankou6, Pasqualino, Gennaro, Inet, Licia e Giuseppe. Il gruppo si forma e iniziamo un breve giro turistico per le vie di Genova. La città è bellissima, esattamente come mi aspettavo. Dopo un po’ inizia il corteo, che si svolge in maniera ordinatissima e pacifica, esattamente come mi aspettavo, unica pecca: le solite cassandre che prevedevano sventure sono riuscite a spaventare la città e la maggior parte dei negozi sono chiusi. Il giorno dopo tutti a lamentarsi sui giornali dei mancati incassi del sabato: non è colpa nostra se avete deciso di tener chiusi i negozi. Il corteo arriva in piazza De Ferrari e lì ci sono i comizi e il concerto finale, noi però optiamo per un santo piatto di pasta a casa di Giuseppe e Licia, sperando di poter assistere poi al concerto. Ovviamente non abbiamo visto nulla perché siamo arrivati tardi. :( Accompagniamo Pasqualino, Inet e Gennaro alla stazione per prendere il treno e poi decidiamo di andare a bere qualcosa, prima tappa al piccolo mondo, dove il simpatico proprietario ci intrattiene con alcuni rompicapo che ha costruito lui. Torniamo a casa, mi fiondo nel sacco a pelo e mi sveglio direttamente a mezzogiorno, pranziamo, poi un breve giro per la città (ho già detto che Genova è bellissima?) e prendo il treno. Il viaggio di ritorno è scandito da una serie di cambi e da una piacevole chiacchierata con un hacker del collettivo autistici/inventati che era anche lui a Genova per il corteo e che sta andando a Roma per andare a trovare degli amici: cpunkpunk. Arrivo a casa alle 11:00, un piatto di pasta e poi letto che l’indomani mi tocca lavorare.

tripiz.info

Pubblicato su amici by malaerba su Novembre 19th, 2007

Se vi è piaciuto il post “Ricevo ed inoltro“, non potete perdervi il blog di chi mi ha mandato quella mail: www.tripiz.info.

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Boccaloni a repubblica.it

Pubblicato su ambiente, giornali, giornalismo by malaerba su Novembre 16th, 2007

Mi riferisco a questo filmato in cui un ipod viene messo in carica grazie a una cipolla e una bevanda energetica. Il filmato è preso da youtube ve lo ripropongo

è ovviamente un falso e basterebbe azionare il cervello per accorgersene. In primo luogo non si capisce come una cipolla lasciata in ammollo e che assorbe mezza vaschetta della fetida bevanda rimanga esattamente delle stesse dimensioni. Una cipolla è già piena d’acqua, né più né meno come il corpo umano, se anche riuscisse ad assorbire tutto quel liquido dovrebbe almeno gonfiarsi e invece non ciò non accade. Poi ammesso che riesca a fornire una tensione nel modo illustrato non è affatto detto che quella tensione sia esattamente quella necessaria per mandare in carica un ipod, dipenderebbe da troppi fattori, dal peso alla forma della cipolla, al tempo di immersione alle caratteristiche di secchezza o idratazione della cipolla: insomma sarebbero impossibile da controllare di volta in volta, ma soprattutto l’operazione non sarebbe così semplice come descritto. Inoltre mi risulta piuttosto difficile pensare che a una distanza di pochi mm si riescano a generare tensioni tali da mandare in carica il lettore. Ma, potrebbero obbiettare in molti, l’ipod effettivamente si accende. Ammettiamo pure che l’ipod tolleri differenze di potenziale in un certo intervallo e che quindi non sia così importante la tensione di alimentazione, ma fate caso allo strano giro che fa il filo del caricabatterie, che passa sotto al lettore che a sua volta è appoggiato sopra una cartellina di pelle: si tratta in realtà di due caricabatterie, uno che viene “collegato” alla cipolla, un altro che viene connesso da un compare a una comune presa elettrica fuoricampo. Ecco perché l’ipod si accende, ed ecco perché viene fatto fare al filo quello strano giro. Insomma non è difficile da capire, ma soprattutto se fosse stata vera questa storia avremmo risolto non pochi dei nostri problemi energetici. Ma soprattutto i redattori del più grande quotidiano italiano avrebbero potuto verificare se tale operazione fosse possibile, cosa che non hanno fatto, questo li avrebbe messi al riparo dall’ennesima figuraccia. In ogni caso i redattori di repubblica.it possono venire a giocare a poker a casa mia quando vogliono.

La storia siamo noi

Pubblicato su La risposta alla vita all'universo e a tutto quanto, amici, lavoro, personale, politica by malaerba su Novembre 15th, 2007

Molti lo sapranno già, ma io lo ripeto: questo fine settimana a Genova ci sarà una manifestazione per ricordare i fatti del G8 e chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta su quel che successe in quei giorni sciagurati. Io dovrei esserci anche se ultime notizie riguardo a un treno speciale da Roma sembrano essere negative. In compenso da Napoli sembrano essere meglio organizzati, trovate maggiori informazioni qui. Per quanto riguarda Roma i movimenti si danno appuntamento alle 21:00 alla stazione Tiburtina, per poi spostarsi a Ostiense per partire alle 23:00, la trattativa coi tizi delle ferrovie non sarà banale e forse si rischia pure di restare a piedi. Sempre da Roma rifondazione sta organizzando degli autobus, per informazioni su costi e orari roma@rifondazione.it 0644254025. Se vi trovate al corteo e sentite dei simpatici invasati che brandiscono un liso striscione con su scritto “SUD PONTINO SOCIAL FORUM”e gridano slogan del tipo:

“Ma quale pds, ma che rifondazione, sinistra alcolizzata, Enzo Zicone”

oppure

“La sinistra ha un enfisema, il suo nome è Massimo D’Alema”

avete buone probabilità di trovarmi tra loro. :)

Di seguito il testo dell’appello della manifestazione:

“La storia siamo noi” non è uno slogan. E’ un approccio preciso: da un lato la storia sociale, dall’altro la storia del potere.
Chi lo ha cantato in questi anni lo ha fatto con l’istinto di chi sa di aver vissuto un pezzo importante della storia, ufficiosa o ufficiale che sia. E lo ha fatto pensando a Genova 2001. Con ogni mezzo necessario.

Dal 21 luglio 2001 in poi la giustizia e la politica hanno cominciato la revisione della storia che ognuno di noi ha vissuto sulla propria pelle: coloro che si sono ribellati a una certa visione del mondo sono diventati terroristi; coloro che hanno seminato il panico nelle strade di Genova sono diventati i paladini dell’ordine e della giustizia.

Per sei lunghi anni tutto questo è serpeggiato nelle aule di tribunale, mentre la nostra voce collettiva si affievoliva, con un processo di rimozione collettiva che ha fatto sì che in molti dimenticassero che Genova non è stata solo il terrore in divisa, ma anche e soprattutto la forza e l’energia di centinaia di migliaia di persone che almeno per pochi giorni hanno pensato che il mondo potesse essere diverso da come ce lo hanno sempre raccontato e rappresentato.

Per sei lunghi anni il teatrino delle corti penali si è sostituito alla presa di parola delle persone vive, nella convinzione che verità giuridica e realtà storica in qualche modo convergessero, nella speranza che in qualche modo tutto si sistemasse e non fossero in pochi a pagare la stizzosa vendetta del potere.

Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani nel processo che vede 25 persone imputate per devastazione e saccheggio hanno completato l’operazione di revisione della storia che è cominciata il giorno dopo le mobilitazioni contro il g8 del 2001 e si è conclusa con la richiesta di 225 anni di carcere.

Pensiamo che sia arrivato il momento di prendere di nuovo la parola, di gridare con forza che gli eventi del luglio 2001 appartengono a tutti noi, di mobilitarsi in massa e con intelligenza per far sì che 25 persone non paghino per qualcosa di cui siamo stati protagonisti tutti, nessuno escluso.

Vogliamo rilanciare con forza la mobilitazione di massa del 17 novembre a Genova, e tutte le iniziative tese a riappropriarci della nostra memoria e del senso di quei giorni lontani sei anni ma ancora vivi in quello che hanno rappresentato.

Vorremmo che tutti rilanciassero questo appello senza firme, senza identità, senza se e senza ma, perché Genova non è finita, è ancora qui, oggi, e riguarda tutti e tutti se ne devono fare carico, senza esclusioni.

Per cominciare, primo appuntamento a Genova:

17 novembre 2007 LA STORIA SIAMO NOI

I nostri ragazzi

Pubblicato su giornali, giornalismo, politica by malaerba su Novembre 13th, 2007

Ancora una volta ci ritroviamo con un morto ammazzato. Ancora una volta non si riflette sullo stato pietoso delle nostre forze dell’ordine. I media hanno immediatamente spostato l’attenzione sugli scontri che sono seguiti all’omicidio del ragazzo sull’A1, invece di riflettere su chi e come ha innescato il tutto. Gli scontri seguiti all’omicidio li condanno è ovvio, ma non voglio parlare di questo. Le forze dell’ordine italiane sono un guazzabuglio di machismo, fascistelli e gente che si crede di essere l’ispettore Callaghan. Lo vediamo sempre, lo vedo da sempre. Da quando attorno ai diciotto anni vedevo chi andava a fare i vari concorsi in polizia o nei carabinieri, e di chi poi partiva e con quali motivazioni: bulli di piazza, piccoli spacciatori, violenti rissaioli e teste di cazzo della peggior specie a cui veniva fatto vincere il concorso (sì, i concorsi sono truccati) in maniera da fargli mettere la testa a posto. La testa a posto per modo di dire, ricordo anche i discorsi di questi che partivano: «Che bello mi danno la pistola, posso spara’ a tutti ’sti negri stracomunitari che stanno par strada a non fare un cazzo dalla mattina alla sera», e certo tu invece… «Andiamo a fa’ gli inseguimenti». «Divento uno importante colla divisa addosso nessuno mi può più dire nulla».

Immagine di Franco Folini sotto questa licenza

Quando tornavano dalle prime settimane in caserma parlavano di addestramenti, nonnismo e clima cameratesco. Poi andavano in servizio e si vantavano di prendere a schiaffi questo e quello. Esattamente come facevano prima di partire, solo che adesso con la divisa addosso. D’altro canto basta sentire quello che ti raccontano gli immigrati che vengono portati in caserma nel bagagliaio della volante, basta pensare agli elettrodi attaccati ai testicoli in Somalia, i verbali redatti sempre favorevolmente alle forze dell’ordine: due colpi sparati in aria, è evidente che la macchina del tifoso ucciso volasse; le molotov ritrovate alla scuola Diaz; Pinelli che si sporge dai locali della questura, cade e muore; Federico Aldrovandi che muore a 17 anni; il comportamento arrogante e sopra le righe tenuto da chi dovrebbe fare un semplice verbale per divieto di sosta o quelli che scroccano ogni mattina cappuccino e cornetto. E potrei continuare per pagine e pagine. Provate a denunciare che un poliziotto o un carabiniere sta compiendo un abuso: secondo voi qualcuno nella stessa caserma si metterà mai contro un collega? O entrerà in gioco lo spirito di corpo? Per di più l’atmosfera fascista viene tranquillamente tollerata da superiori e ministero. Le forze dell’ordine italiane godono di un sostanziale clima di impunità, hanno la capacità di rigirare la frittata come meglio gli aggrada e se qualcuno osa soltanto muovergli una critica viene istantaneamente attaccato perché se la prende coi “nostri ragazzi”. Gli altri sono sempre brutti sporchi e cattivi: ultrà, no-global, extracomunitari. Lo sanno bene “i nostri ragazzi”, e se ne approfittano. A qualcuno è mai venuto in mente che “i nostri ragazzi” potrebbero essere dei gran figli di puttana? No, perché quelli che parlano di “nostri ragazzi” sono la mamma.

Ricevo ed inoltro

Pubblicato su amici, personale by malaerba su Novembre 12th, 2007
Per avere una domenica senza papa in tv ci volevano solo: un morto ammazzato, sbirri impazziti, tifosi incazzati ed una modesta ma efficace guerriglia urbana.
Ringrazio tutti i partecipanti. Peccato che il ragazzo abbia voluto a tutti i costi fermare il proiettile col collo.
baci

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Io odio i denti del giudizio

Pubblicato su personale by malaerba su Novembre 2nd, 2007

Io odio i denti del giudizio.

Io odio i denti del giudizio.

Io odio i denti del giudizio.

Io odio i denti del giudizio.

Dopo giorni di dolori sparsi e incomprensibili finalmente ho capito la causa.

Rumeni

Pubblicato su Uncategorized by malaerba su Novembre 2nd, 2007

Non posso non segnalarvi le parole di ankou6 sugli ultimi fatti di cronaca.

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Pensavo succedesse solo nei film di Fantozzi invece…

Pubblicato su personale by malaerba su Novembre 2nd, 2007

…la cameriera l’altra sera mi fa : «Tenghi».

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