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La storia siamo noi

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Molti lo sapranno già, ma io lo ripeto: questo fine settimana a Genova ci sarà una manifestazione per ricordare i fatti del G8 e chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta su quel che successe in quei giorni sciagurati. Io dovrei esserci anche se ultime notizie riguardo a un treno speciale da Roma sembrano essere negative. In compenso da Napoli sembrano essere meglio organizzati, trovate maggiori informazioni qui. Per quanto riguarda Roma i movimenti si danno appuntamento alle 21:00 alla stazione Tiburtina, per poi spostarsi a Ostiense per partire alle 23:00, la trattativa coi tizi delle ferrovie non sarà banale e forse si rischia pure di restare a piedi. Sempre da Roma rifondazione sta organizzando degli autobus, per informazioni su costi e orari roma@rifondazione.it 0644254025. Se vi trovate al corteo e sentite dei simpatici invasati che brandiscono un liso striscione con su scritto “SUD PONTINO SOCIAL FORUM”e gridano slogan del tipo:

“Ma quale pds, ma che rifondazione, sinistra alcolizzata, Enzo Zicone”

oppure

“La sinistra ha un enfisema, il suo nome è Massimo D’Alema”

avete buone probabilità di trovarmi tra loro. :)

Di seguito il testo dell’appello della manifestazione:

“La storia siamo noi” non è uno slogan. E’ un approccio preciso: da un lato la storia sociale, dall’altro la storia del potere.
Chi lo ha cantato in questi anni lo ha fatto con l’istinto di chi sa di aver vissuto un pezzo importante della storia, ufficiosa o ufficiale che sia. E lo ha fatto pensando a Genova 2001. Con ogni mezzo necessario.

Dal 21 luglio 2001 in poi la giustizia e la politica hanno cominciato la revisione della storia che ognuno di noi ha vissuto sulla propria pelle: coloro che si sono ribellati a una certa visione del mondo sono diventati terroristi; coloro che hanno seminato il panico nelle strade di Genova sono diventati i paladini dell’ordine e della giustizia.

Per sei lunghi anni tutto questo è serpeggiato nelle aule di tribunale, mentre la nostra voce collettiva si affievoliva, con un processo di rimozione collettiva che ha fatto sì che in molti dimenticassero che Genova non è stata solo il terrore in divisa, ma anche e soprattutto la forza e l’energia di centinaia di migliaia di persone che almeno per pochi giorni hanno pensato che il mondo potesse essere diverso da come ce lo hanno sempre raccontato e rappresentato.

Per sei lunghi anni il teatrino delle corti penali si è sostituito alla presa di parola delle persone vive, nella convinzione che verità giuridica e realtà storica in qualche modo convergessero, nella speranza che in qualche modo tutto si sistemasse e non fossero in pochi a pagare la stizzosa vendetta del potere.

Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani nel processo che vede 25 persone imputate per devastazione e saccheggio hanno completato l’operazione di revisione della storia che è cominciata il giorno dopo le mobilitazioni contro il g8 del 2001 e si è conclusa con la richiesta di 225 anni di carcere.

Pensiamo che sia arrivato il momento di prendere di nuovo la parola, di gridare con forza che gli eventi del luglio 2001 appartengono a tutti noi, di mobilitarsi in massa e con intelligenza per far sì che 25 persone non paghino per qualcosa di cui siamo stati protagonisti tutti, nessuno escluso.

Vogliamo rilanciare con forza la mobilitazione di massa del 17 novembre a Genova, e tutte le iniziative tese a riappropriarci della nostra memoria e del senso di quei giorni lontani sei anni ma ancora vivi in quello che hanno rappresentato.

Vorremmo che tutti rilanciassero questo appello senza firme, senza identità, senza se e senza ma, perché Genova non è finita, è ancora qui, oggi, e riguarda tutti e tutti se ne devono fare carico, senza esclusioni.

Per cominciare, primo appuntamento a Genova:

17 novembre 2007 LA STORIA SIAMO NOI

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