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La capolista

Pubblicato su politica by malaerba su Aprile 2nd, 2008

Immagine di acquitrino sotto questa licenza CC

Non ho parlato mai di Marianna Madia, la giovane capolista del PD nel Lazio, per un semplice motivo: non mi sembrava ci fosse molto da dire, o almeno non mi sembrava il caso di parlarne male solo perché per un periodo è stata la moda della blogosfera italiana. Troppo facile del resto: la figlia dell’amico di Walter, caruccia, ex fidanzata del figlio del presidente della repubblica, pupilla di Minoli, con un posto presso un istituto di ricerche diretto da Enrico Letta. Sembrava avesse il classico curriculum della raccomandata di ferro, ma mi sono detto: «Sarà comunque brava, conosce tutte queste persone, ma non significa che è raccomandata». Oddio qualche perplessità l’avevo: immagino che la sinistra giovanile sia ancora fucina di talenti politici e che magari c’è tanta gente che aveva le carte in regola più di Marianna Madia, ma pazienza. Altri dubbi sono nati quando ha definito Minoli “maestro di vita”. Per chi non lo ricordasse, Minoli negli anni ottanta era uno di quelli che diceva cose del tipo: «Alla domanda se Bettino Craxi sia il miglior presidente del consiglio possibile il venti per cento degli italiani ha detto sì, l’ottanta per cento ha dato una risposta sbagliata». Poi va a prendere il the con Cossiga. Cossiga, quello di gladio e di Giorgiana Masi. Io al the con Cossiga ci andrei solo per fargli andare i pasticcini di traverso. Lei sembra essere stata contenta dell’esperienza. Cossiga le ha consigliato di farsi da parte e fare figli. Mia madre, terza media e all’epoca elettrice DC, ma mai militante, avrebbe mandato Cossiga a quel paese per direttissima. Si vede insomma che di politica Marianna Madia ne ha masticata poca. Poi mi capita di trovare questa intervista al Foglio in cui la nostra eroina dimostra veramente quello che è: una bigotta, che ha sì studiato, ma oltre i libri non è riuscita ad andare, una di quelle persone magari pure intelligenti, ma che vanno avanti perché sono dei ciucci da fatica che potrebbero macinare tonnellate di libri e sostenere esami senza capire l’essenza delle cose. Ce ne sono tanti così, e d’altro canto chiunque ha fatto l’università sa bene che il voto non dà la misura della preparazione. Dà l’impressione di non essere mai uscita fuori dal seminato, dal percorso scolastico e accademico, di non aver mai frequentato né discusso di politica in un’associazione, in circolo o in generale di non aver mai pensato a un progetto o a un’iniziativa di interesse collettivo. Sembra essersi limitata ai libri appunto, ma un freackettone che è stato a un solo concerto ha visto del mondo molte più cose di lei [citazione, ma non la riconoscerà nessuno]. Al massimo sarà andata a un corso di balli di gruppo. Una che è sempre vissuta nella bambagia. Capolista nel Lazio. Eletta sicuramente. Una che va in giro sparando cazzate come: “…non perché non condivida le analisi di Giuliano Ferrara, anzi: mi pare che quello che dice su questo tema vada proprio verso quella ‘riumanizzazione della vita disumanizzata’ che ritengo necessaria oggi. La richiesta di moratoria però non mi sembra l’approccio giusto per affrontare un problema che comunque sento anch’io come decisivo oggi” o ancora “Personalmente quando parlo di famiglia, e della sua relativa tutela, mi riferisco a quella che sta nella costituzione” (lo stesso argomento usato da Storace) e ancora “La libertà personale va rispettata sempre, per cui se due persone decidono di assumere pubblicamente diritti e doveri reciproci devono essere tutelate dalla legge. Ma certo è che se si parla di famiglia io penso a un uomo e una donna che si sposano e fanno dei figli. Scegliendo per la vita.” Ma a mio parere la più grave di tutte è questa: “facilitare la conciliazione tra lavoro e famiglia: una donna deve poter lavorare non perché deve fare carriera, ma soprattutto per potere mantenere il figlio e far crescere la famiglia. Per questo serve maggiore flessibilità nel lavoro e meno precariato” (grassetto mio) . Ossia la dimostrazione che il femminismo ha ancora tanta strada da compiere. Che tristezza mi viene ogni volta che sento una donna ragionare in questo modo, che non capisce che lo spazio femminile nella società non deve ridursi alla procreazione.

Marianna, mi sei quasi coetanea, hai studiato tanto, non hai problemi economici, ora esci di casa e va a conoscere il mondo, viaggia - non andare nei villaggi turistici - studia qualcosa che non riguardi l’università, magari anche qualche testo femminista, inizia a parlare con qualcuno che non sia uno dei borghesotti amici tuoi o con gli amici di papà, prova a parlare con qualche precario vero e fatti raccontare cosa significa non arrivare alla terza settimana (no, non sto parlando della durata delle vacanze alle Maldive). Roma è densa di appuntamenti culturali di ogni tipo, non andare, se ci vai, solo a quelli che trovi nella pagina culturale de la repubblica, fatti un giro nelle sezioni del partito che ti ha candidato, ascolta qualche militante vecchio o giovane che sia. Passa alla casa internazionale delle donne, magari ti spiegano qualcosa. Cerca di capire qual è la differenza tra destra e sinistra. Capisci che il mondo non è la tua cameretta rosa e le favolette che ti raccontava la mamma prima di andare a dormire. Cresci, anche culturalmente. Oppure iscriviti al PDL.

6 Responses to 'La capolista'

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  1. ankou6 said, on Aprile 3rd, 2008 at 11:11 pm

    Cattivo! Ora se ti leggesse la avresti fatta piangere e resa insicura…

  2. Sear said, on Aprile 5th, 2008 at 8:03 am

    Oh! Ma invece di farla così lunga alla fine, non potevi semplicemente parafrasare il buon Troisi?
    “Maria’ jesc’! Tuocc ll’uommene, va a rubbà, fa chell ca vuò ma jesc’!”.

  3. malaerba said, on Aprile 5th, 2008 at 10:53 am

    :D
    Il problema e che questa esce pure, ma per andare a prendere il the con Cossiga, allora uno certe cose gliele spiega, magari capisce.

  4. faratarapara said, on Aprile 12th, 2008 at 10:55 am

    “una donna deve poter lavorare non perché deve fare carriera, ma soprattutto per potere mantenere il figlio e far crescere la famiglia”: in frase questa riesco a leggere il retaggio culturale di secoli in cui la società ha voluto incasellare la donna solo come madre, dedita alla prole e ad essa immolata. È come negare alle donne un’identità ALTRA e cancellare decenni di filosofia femminista. Che fine hanno fatto le figurazioni femministe del soggetto nomade (Rosy Braidotti), soggetto eccentrico (Teresa De Lauretis) ed altre: un soggetto in divenire, attraverso cui è possibile considerare l’identità femminile come il luogo in cui è possibile ripensare la differenza e la molteplicità delle donne (e, perché no, degli uomini). Relegare le donne a fulcro della vita domestica non è solo riduttivo, ma offensivo: c’è molto di più. Che sia proprio una donna ad usare una simile frase, dietro la quale si nasconde un pensiero rancido, che questa donna, poi, sia candidata in uno dei partiti che si contendono la presidenza del prossimo governo italiano, mi indignerebbe, se non fossi già molto rattristata dal triste esito di questa campagna elettorale.
    Ma tornerei, ancora, alle parole di Marianna Madia: “Per questo serve maggiore flessibilità nel lavoro e meno precariato”. Basta con la flessibilità, sotto la quale si nascondono scelte obbligate: ad esempio, visto che sei donna DEVI preferire contratti part-time, così ti puoi occupare dei figli, accontentandoti però di una retribuzione inferiore, meno possibilità di formazione e aggiornamento ecc. Flessibilimente e subdolamente ci hanno fatto digerire una decostruzione del mondo del lavoro, la cui precarizzazione è la conseguenza cancrenosa!

  5. Giovanna Nigris said, on Aprile 12th, 2008 at 6:28 pm

    Prego divulgare il più possibile la nuova prossima vittoria di Berlusconi davanti al Palazzo Chigi come da vignetta esposta all’indirizzo web qui sotto. Grazie. Buona serata. Giacomo

    http://disegni.3viso.com:80/

  6. malaerba said, on Aprile 14th, 2008 at 8:39 am

    @ faratarapara: sottoscrivo in pieno, anche se i passaggi più strettamente filosofici mi sono un po’ oscuri. La ragazza avrà anche studiato, ma solo quel che le hanno dato in pasto all’università.

    @Giacomo - Giovanna Nigris: sei OT, ossia fuori tema. La tua vignetta senza senso non c’entra niente con Marianna Madia e le sue dichiarazioni oscene.

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