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Dal corteo del Pigneto

Pubblicato su politica by malaerba su Maggio 27th, 2008

Ieri sera sono stato al corteo al Pigneto, il quartiere romano recentemente salito agli onori delle cronache per il raid di stampo fascista di sabato. La manifestazione di oggi è stata convocata in fretta e furia (comunicato) dopo un’assemblea pubblica che si è tenuta nell’isola pedonale del Pigneto ieri sera. La partecipazione è stata impressionante, tra le cinquemila e le diecimila persone hanno partecipato al corteo con le prime mail che si sono iniziate a diffondere questa mattina. Poche le bandiere di partito, qualcuna di rifondazione e qualcuna di sinistra critica, tante le persone. Sono arrivato alle sei e si è capito subito che la partecipazione sarebbe stata notevole, il numero di persone è cresciuto a vista d’occhio e quando siamo arrivati oltre la metà del percorso arrivavano voci che ci fosse gente che ancora doveva partire dal concentramento. È stata senza dubbio una bella risposta della società civile.

Hanno concluso il corteo alcuni comizi tra cui quello del presidente della regione Marrazzo (contestato da qualcuno), del sindaco del VI municipio e di esponenti delle comunità di migranti. Ho raccolto qualche informazione in più su quel che sarebbe successo sabato: la versione ufficiale parla di una ventina di persone che sono arrivate con la scusa del furto di un portamonete, e con questo pretesto abbia deciso di farsi giustizia da solo. La realtà sembrerebbe essere più articolata: la squadraccia (chiamiamo le cose col loro nome) ha sì utilizzato questo pretesto, ma alla base ci sarebbero altre motivazioni, come la sempreverde “questi ci rubano il lavoro”, passando per la classica “hanno ridotto il quartiere uno schifo”. Il quartiere è attraversato da diverse tensioni, in primis quella quella generata dalla vendita di alcolici che avviene fino a notte fonda da parte di immigrati, con e senza licenza, alcolici consumati da giovani virgulti di italica progenie che poi restano a far baldoria fino a tardi. Anche lo spaccio di stupefacenti, concentrato nelle ore serali, sta facendo esasperare gli animi. Il comune in questi anni non ha contribuito a migliorare il clima non prevedendo strutture comuni per la socializzazione e invece aumentando a dismisura il numero di licenze per la vendita di alcolici. Anche il negoziante aggredito non sembra essere uno stinco di santo. Un caso di cattiva gestione della convivenza. La questione però è molto più profonda: in un regime democratico il monopolio della forza spetta solo ed esclusivamente allo stato, nessuno può permettersi di emettere giudizi sommari e di farsi giustizia da solo. Per di più se anche si dovesse dimostrare che gli aggressori non sono militanti politici, la matrice politica del raid c’è ed è ben chiara: è fascista. Fascista. Fascista per i modi, per il brodo culturale in cui è cresciuta, per la pretesa di essere il bene e che dall’altra parte ci sia solo il male, per l’atteggiamento chiaramente razzista e xenofobo. È fascista per il fare squadristico e per gli slogan gridati, perché si sono accaniti contro le minoranze, i diversi e i più deboli. Questo clima è stato alimentato dalla recente campagna elettorale e tutto sta trovando tranne che una vera opposizione.