Archive for Luglio 2009
Cooptazione delle giovani generazioni
Scuola, interno giorno.
Dialogo
Studente: Preeesso’, ma ‘ndo stanno quei posti che dice lei che uno si può fa’ la bicicletta?
Preeesso’: Alla SNIA, il centro sociale vicino largo Preneste c’è la ciclofficina più vicina a casa tua poi c’è quella dove faccio il turno anch’io a Monti.
S. Preeesso’, ma come funziona?
P. Vai lì, vedi se c’è qualcosa che fa al caso tuo, inizi a sistemarla se lo sai fare da solo altrimenti c’è chi te lo spiega.
S Preeesso’, cioè che io vado là e trovo tutte le bici esposte? E che le vendono pure?
P. No, non si vendono bici, però quando finisci di farti la bici se puoi lasci una sottoscrizione.
S. Preeesso’, sottoche?
P. Un’offerta.
S. Preeesso’, ma poi ammettiamo che io vado a questa vicino casa mia, come funziona: devono da passa’ i miei genitori quando ho finito la bici?
P. Ahahahah, no non ti preoccupare, l’ambiente è…. molto informale.
S. Preeesso’, e quanti soldi devo da lascia’?
P. Quanto puoi e vuoi, certo tu hai quindici anni e nessuno pretenderà da te che lasci gli stessi soldi che può lasciare uno di trent’anni che lavora, tiene presente però che quel posto vive grazie alle sottoscrizioni, quindi se vuoi che continui ad esistere lascia qualcosa.
S. Preeesso’, ma lei quando ci sta?
P. Io ci sono il mercoledì sera a Monti.
S. Devo da passa’, me devo da fa la bici da corsa!
P. Ti aspettiamo.
Vi giuro che è andata proprio così.
OGGI SCIOPERO

Il testo dell’appello.
Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel “Decreto Alfano” sulle intercettazioni rientrano all’interno di questa offensiva.
Il cosiddetto “obbligo di rettifica“ imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a …. ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti – in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell’obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti – rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.
Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.
I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c’è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i “citizen journalist“ se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.
La pluralità dell’informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.
Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog. Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E’ un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: “Non vogliamo farci imbavagliare”.
Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo manifesto. – scarica il logo banner.jpg
Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.
Alessandro Gilioli
Guido Scorza
Enzo Di Frenna
NOTA – per informazioni e contatti stampa usate le nostre mail.
Per problemi al sito scrivete a Enzo
Come cambiare il nome di una libreria e vivere felici

Capita che il buon natrium si trovi a fare un lavoraccio infame.
Capita pure che abbia bisogno di scaricare e installare, sempre per lavoro, questa libreria, dal nome ambiguo: libsexy2.deb, ma il firewall dietro il quale si trova non gliela faccia scaricare per via del nome.
Capita quindi che il buon natrium chieda aiuto nella lista porkinerdz della ciclofficina centrale.
a causa del buffo nome di questo pacchetto http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/pool/main/libs/libsexy/libsexy2_0.1.11-2build1_i386.deb la rete su cui mi trovo mi impedisce di scaricarlo ... no comment ... qualcuno sarebbe cosi' gentile da scaricarlo, cambiargli nome e inviarmelo ? grazie mille!!
Rispondo all’appello e gli mando il pacchetto.
Dopo un po’ arriva il resoconto di natrium:
siete troppo belli
Ci dà la lista di chi gli ha mandato il file e come l’ha rinominato
Il loskoindividuo ha optato per un signorile “la libreria che cercavi.deb”
Luca per un lineare e pulito “natrium.deb”
Il sottoscritto per un meridionalissimo “libreria dal nome rattuso.deb”¹
Ma l’apoteosi si è raggiunta con il buon emme che ha cambiato il nome in
anale.deb
Sarà pure una nerdità, ma io sto ancora ridendo.
[¹] Trovate una buona definizione della parola rattuso qui
Immagine di 4v3ry sotto questa licenza CC
Bella professo’
Ossia come mi salutano i miei studenti. Sia chiaro mi stanno simpatici, d’altro canto come potrebbero non starmi simpatici: caciaroni, casinisti e sempre pronti a scherzare e a scassare la minchia. Non è del piano umano che voglio parlare, ma di quello didattico-scientifico, ossia della loro preparazione. Di certo non mi aspettavo di trovarmi davanti novelli Einstein o Cauchy, altrimenti non li avrebbero rimandati, ma almeno che fossero in grado di risolvere il seguente problema:
Compro 3 kg di viti in ferramenta, nella busta ci sono 1500 viti, quanto pesa una vite?
Mi sembra una cosa che dovrebbe essere alla portata di un bambino di terza elementare, invece un paio di loro sono rimasti ammutoliti davanti a una domanda del genere. Lasciamo perdere la proprietà di linguaggio e il fatto che troppi di loro si esprimano solo in romanesco. La cosa più triste è che troppi non hanno la minima capacità di ragionamento e che si nota che hanno studiato la matematica come una serie di regolette e poco più. Più passa il tempo, più aumentano le mie perplessità sul sistema scolastico italiano e di come tutte le riforme che si sono susseguite negli anni hanno fatto scendere il livello della preparazione degli studenti. D’altro canto ne avevo parlato già qui (a proposito degli studenti che vengono a ripetizione) e qui (a proposito degli esami universitari) e forse anche da qualche altra parte in questo diario online.
Immagine di @Lupinthe3rd sotto questa licenza CC
Primo giorno di scuola, impressioni a caldo
Bello, bellissimo, a tratti pure divertente, ma molto molto stancante. Ho l’abitudine di camminare e molto mentre spiego, sono iperattivo per natura e non riesco a star fermo, ma ora non mi sento più le gambe. Ho anche un colossale mal di testa e dopo cinque ore di spiegazione direi che ci sta tutto. Ora però sono stanco, più tardi sono di turno in ciclofficina e quindi mi butto un po’ sul letto. A stasera, forse.




