Riassunto delle puntate precedenti
Un bel po’ che non scrivo, riprendo facendo una breve sintesi di quel che è successo negli ultimi tempi.
Sono arrivato a Roma a metà settembre con 50 € sul conto in banca e 700 € d’affitto da pagare: la speranza che mi arrivassero per l’estate i soldi dei corsi di recupero fatti a luglio si è rivelata, per l’appunto, una speranza. Mi rimbocco le maniche e comincio a mandar curriculum in giro, anche ad annunci ridicoli scritto in una qualche lingua come questa e inizio a cercar gente per un po’ di ripetizioni, al solito prezzo e con le solite idee in testa. In poco tempo recupero un po’ di studenti. Il primo che riesco a recuperare è un fighettolio di buona famiglia, casa in una delle zone più chic di Roma. Mi hanno chiamato i genitori, persone anche simpatiche. In breve il pupillo di famiglia ha problemi (poverino!), si è iscritto al primo anno di ingegneria e i suoi vogliono mettergli dietro un precettore per dargli una mano in matematica. Le prime lezioni vanno benino, mi chiede anche di passare da due a tre lezioni settimanali. Si direbbe soddisfatto delle mie lezioni. Finché alla quarta o quinta lezione scatta la prima sgridata. La sua reazione non mi è piaciuta: inizia ad autocommiserarsi e a giustificarsi. Poco male, capirà col tempo che ho ragione. Solo che due giorni dopo ricevo la telefonata del padre che, imbarazzato, mi dice che “si è rotto il feeling tra voi due e C. non vuol più continuare le lezioni”. Chiudo la telefonata facendo notare al genitore mortificato che asseconda troppo il figlio e con un vivo senso antiborghese che mi spingerebbe ad andare a rigare tutte le auto nella chiccissima zona di Roma dove abita il fighetto¹.
Pochi giorni dopo invece mi trovo a viaggiare in treno e a un certo punto del viaggio si siedono al mio fianco due ragazze che alla prima impressione, per come parlano e soprattutto per quello di cui parlano non sembrano certo delle raffinate intellettuali. Dopo un po’ però capisco che si tratta di studentesse universitarie. Ora, sia ben chiaro che la categoria è sempre stata affollata da frotte di imbecilli, ma certa gente non meriterebbe nemmeno il diploma. Rimando ulteriori considerazioni a dopo il prossimo aneddoto.
Immagine di Alessio85 sotto questa licenza CC
Mi hanno chiamato per una supplenza in una scuola media di Roma, una prima e una terza, immigrati o figli di immigrati superiori al 50% in ambedue le classi. Insegnare in una scuola media non sarà il massimo dal punto di vista scientifico per chi come me è un fisico teorico e un matematico, ma dal punto di vista umano dà soddisfazioni indescrivibili. C’è un però. Fino a poco tempo fa avevo insegnato solo all’università come tutor. La cosa non è il massimo dal punto di vista scientifico, ma per lo meno non bisogna farsi troppi problemi nello spiegare: si suppone che gli studenti siano sufficientemente preparati per capire più o meno tutto ciò che gli si spiega, anche se sono ingegneri². Alle medie e alle superiori non è così, bisogna rapportarsi con le ridotte conoscenze degli studenti, ma il problema non è questo: è l’assoluta mancanza di preparazione che si vede nella scuola, nell’incapacità di astrazione che hanno troppi studenti. La prima cosa che mi verrebbe voglia di invocare è maggior durezza, ma non so dire se si tratta della giusta soluzione. Può darsi che anch’io abbia una percezione sbaglaita di quel che è dovrebbe essere la preparazione media. Di certo ho capito il perché all’università mi si presentano davanti delle capre di quel genere.
[¹] Coglione, se non ci sei ancora arrivato è una battuta. :p
[²] Se vieni a leggere qui vuol dire che sei veramente un ingegnere³.
[³]Vedi nota ¹.




Solo un appunto: io sono un futuro ingegnere, sono andato a leggere, eppure ce l’ho un po’ (solo?) di capacità d’astrazione :P
Sarò l’eccezione che conferma la regola?
Bl@ster
4 Novembre 2009 alle 6:08 pm
No perché non capisci che si stava scherzando… :D
malaerba
4 Novembre 2009 alle 6:16 pm